L'altare della cappella di San Giovanni Battista nella Cattedrale di San Lorenzo a Genova
Cappella di San Giovanni Battista, Cattedrale di Genova — foto: Bbruno · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ogni città ha i suoi riti, quelli che si ripetono uguali da secoli e che gli abitanti aspettano anche senza dirlo. A Genova due appuntamenti, uno all'inizio dell'estate e uno alla vigilia del Natale, raccontano meglio di tanti libri il legame tra la città, la sua fede e la sua storia di Repubblica: la festa di San Giovanni Battista, patrono della città, e il Confeugo.

San Giovanni Battista, il patrono

Il legame tra Genova e San Giovanni Battista risale al Medioevo. Secondo la tradizione, le ceneri del santo giunsero in città tra il 1098 e il 1099, portate dai genovesi di ritorno dalla Prima Crociata guidati da Guglielmo Embriaco, che le avevano prese a Myra, in Asia Minore. Da allora sono custodite nella Cattedrale di San Lorenzo, in una cappella splendida dedicata al Battista, voluta a partire dal 1448 dalla confraternita intitolata al santo: un capolavoro del Rinascimento genovese, con sculture in marmo e una ricca decorazione.

Il 24 giugno, la festa della città

La festa si celebra ogni anno il 24 giugno. Già la sera della vigilia il centro storico si anima: secondo un'antica tradizione legata al solstizio d'estate, nella notte tra il 23 e il 24 giugno si accendono i falò di San Giovanni, attorno ai quali si radunano genovesi e visitatori.

Il giorno della festa le celebrazioni religiose iniziano in Cattedrale, con la preghiera all'altare del patrono e la messa solenne. Il momento più atteso è però la processione: le antiche confraternite genovesi sfilano per le vie del centro portando i grandi crocifissi processionali, mentre l'arca d'argento quattrocentesca con le ceneri del Battista viene portata dalla Cattedrale fino al Porto Antico. Lì la processione si ferma per la benedizione del mare e della città impartita dall'arcivescovo: un gesto che riassume in pochi istanti il rapporto di Genova con il mare.

Il programma dettagliato, con orari e percorso, viene pubblicato ogni anno dall'Arcidiocesi di Genova e dal Comune: consultate i loro canali ufficiali e quelli di Visitgenoa prima della visita.

Il Confeugo, il fuoco d'alloro di Natale

Se San Giovanni segna l'estate, il Confeugo annuncia il Natale. Con questo nome si indica un grosso ceppo di rami e ramoscelli d'alloro, protagonista della cerimonia. La tradizione risale, secondo diverse fonti, ai primi anni del Trecento, quando la città rendeva omaggio alle autorità della Repubblica.

Il rito storico era semplice e solenne. L'Abate del Popolo, rappresentante delle podesterie genovesi, si presentava a Palazzo Ducale con il ceppo d'alloro e salutava il Doge con una formula rimasta celebre: "Ben trovòu, Messê ro Duxe". Il Doge rispondeva: "Ben vegnûo, Messê l'Abbòu". Più tardi il Doge e il suo seguito accendevano il fuoco di buon augurio, vi versavano sopra vino e lo addolcivano con confetti e zucchero, mentre i presenti cercavano di portarsi a casa un tizzone come portafortuna.

Il Confeugo oggi

Interrotta dopo la fine della Repubblica, la cerimonia fu ripristinata nel 1923 dall'associazione A Compagna, che ancora oggi la organizza insieme al Comune. Si tiene di solito il sabato che precede il Natale: un corteo storico in costume accompagna l'Abate e il ceppo d'alloro attraverso il centro fino a piazza De Ferrari, dove ad accoglierlo, al posto del Doge, c'è il sindaco. Il saluto in genovese si ripete come secoli fa, e il ceppo viene acceso davanti alla folla.

Tutti guardano la fiamma: secondo la tradizione, se sale dritta verso il cielo l'anno che viene sarà buono, se si piega o fatica ad alzarsi qualcuno incrocia le dita. Date e programma vengono comunicati ogni anno dal Comune di Genova.

Da sapere: entrambe le feste richiamano molte persone nel centro storico. Per seguire la processione o il corteo con i bambini conviene arrivare in anticipo e scegliere un punto del percorso meno affollato.

Due feste per conoscere Genova

Assistere a questi riti significa vedere Genova com'è davvero: una città orgogliosa del proprio passato, legata alla sua lingua e al suo mare. Da Genoa View Home, a Castelletto, la Cattedrale di San Lorenzo e piazza De Ferrari sono a circa 2,5 km a piedi: si scende in centro per la festa e si rientra la sera, con la vista su Genova dal balcone.

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